LGNet3, concluso l’evento di presentazione del progetto e visita alle unità mobili sociosanitarie
Martedì 14 aprile si è tenuta la giornata di presentazione e visita del progetto LGNet3 alla presenza dell'OIM, Organizzazione Internazionale per le Migraziani, sezione Portogallo; il Ministero dell'Interno con la Dottoressa Annarita Rescigno e Cittalia-Fondazione ANCI con Alessandra Caldarozzi. La giornata si è aperta alla Casa del volontario di Roma con i saluti di benvenuto e con l'illustrazione del progetto da parte dei Referenti del Dipartimento Politiche Sociali e Salute. Sono intervenuti la RUP Irene Calia e la DEC Simona Cappuccia, seguite dalla Coordinatrice dell'equipe LGNet3 Maria Garau e i referenti medici dell'Asl Rm2 e ASL Rm3, rispettivamente Fabrizio Perelli e Chantal Favale.
Il progetto di LGNet3, illustrato dai referenti, prevede la presenza di 4 unità mobili sociosanitarie che intervengono sul territorio in sinergia con Roma Capitale, le Asl, il SUAM, i Municipi e la SOS; con 4 equipe multidisciplinari (composte da assistenti sociali, operatori sociali, operatori legali, mediatori linguistici e psicologi) che si occupano di favorire l'inclusione di cittadini dei Paesi terzi regolarmente soggiornanti attraverso attività di natura diversa. Da una primo colloquio conoscitivo che consente di individuare già all'interno dell'unità mobile il bisogno primario del richiedente, si passa a una fase operativa in cui si costruisce un percorso personalizzato e condiviso. Ma il progetto non si conclude qui: segue un'attività di monitoraggio e valutazione dell'efficacia degli interventi. Lgnet3 non è solo attività sul campo, tra gli obiettivi del progetto non sono di minore importanza l'informazione e la sensibilizzazione riguardo agli stereotipi legati alla migrazione nelle scuole, per favorire l'inclusione a partire da un coinvolgimento attivo dei cittadini.
L'evento è poi proseguito con la visita alle unità mobili sociosanitarie del presidio di Piazza Vittorio e l'incontro con le equipe: un'occasione per osservare dall'interno il progetto e mostrare il funzionamento delle unità, dalla loro dotazione ai servizi offerti ai beneficiari. Infine, la visita si è conclusa al Centro SAMIFO, in cui si è potuto illustrare il sistema di presa in carico sociosanitaria.
"Il Riconoscimento dell’altro da noi, che richiede una profonda consapevolezza della dignità umana e dell’identità di ciascuno; significa in concreto sostenere le persone più fragili, riconoscendone i diritti fondamentali (salute, istruzione, lavoro, casa) ma anche la loro soggettività, diversità, unicità. Chi migra vive una sorta di duplice assenza, quella del paese di origine e quella di arrivo dove si sente sradicato e spesso marginalizzato.Sappiamo come il percorso migratorio sia frequentemente attraversato da esperienze dolorose, vissuti di violenza, sfruttamento, traumi. Diventa indispensabile un approccio all’accoglienza che dia valore ad ogni individuo e che consenta la costruzione di nuovi progetti di vita", conclude Maria Garau a proposito dello spirito che guida il progetto LGNet3 e ne orienta quotidianamente le azioni sul territorio.